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Ringiovanimento ovarico mediante frammentazione e trapianto della corteccia ovarica

Ringiovanimento ovarico mediante frammentazione e trapianto della corteccia ovarica

La riserva ovarica è determinata fin dalla nascita e diminuisce mediante un processo continuo sia a livello quantitativo che qualitativo fino al completo esaurimento con la menopausa della donna attorno ai 45-50 anni. Ad ogni modo, circa l’1% delle donne, per diversi motivi, soffrono di riduzione precoce di ovuli e quindi all’interruzione totale o parziale della funzione delle ovaie prima dei 40 anni, è il cosiddetto Errore ovarico prematuro o Insufficienza ovarica prematura.

In queste pazienti, le ovaie non producono ovuli fecondabili e, sebbene possa esistere qualche ciclo di ovulazione spontanea, non esistono prove che confermino quando e come avviene. In questa situazione, i trattamenti di stimolazione ovarica non sono efficaci per cui l’unica alternativa per avere un figlio è la donazione di ovuli (ovodonazione), l’embrioadozione o l’adozione.

Attivazione dei follicoli residuali: OFFA

Qualche anno fa, è stato scoperto che dopo la menopausa le ovaie contengono alcuni follicoli residuali e diverse ricerche si sono concentrate sulle possibili tecniche che permettono di “attivare le ovaie” e aiutare queste pazienti ad ottenere una gravidanza.

Diversi studi hanno scoperto che l’escissione di una parte della corteccia ovarica in piccoli frammenti e il reinserimento successivo posso riattivare la funzione ovarica. Difatti, è stato descritto il recupero di follicoli residuali “addormentati” presenti nelle ovaie di donne che soffrivano di errore di annidamento ovarico totale e sono state pubblicate gravidanze sia spontanee che con Fecondazione In Vitro.  In cosa consiste la procedura OFFA (Ovarian Fragmentation for Follicular Activation).

Come avviene?

Nel 2013, il Dottor Kawamura in Giappone parlò di “attivazione di follicoli addormentati” in pazienti giovani con insufficienza ovarica prematura. La tecnica, con differenti varianti, è applicata in numerosi centri di tutto il mondo e in alcune pazienti trattate è stato possibile ottenere gravidanze spontanee e con cicli di Fecondazione in Vitro.

Il processo di Attivazione Ovarica consiste nell’estrarre una parte della corteccia ovarica, frammentarla e reinserire questi frammenti in determinati punti vicino alle ovaie. Per questo motivo, è necessario effettuare una laparoscopia, un intervento chirurgico in cui con una videocamera e vari strumenti ci si addentra nell’addome con piccole incisioni per visualizzare gli organi pelvici e lavorare mediante visione diretta. In seguito, si procede alla stimolazione dell’ovaia con la somministrazione di ormoni per poter ottenere ovociti da fecondare mediante Fecondazione in Vitro.

Il trattamento è consigliato a pazienti relativamente giovani con insufficienza ovarica o menopausa precoce per cercare di ottenere una gravidanza con ovuli propri. Il gruppo di medici valuterà la convenienza in ogni singolo caso.

Dott.ssa Ana Fuentes, ginecologa dell’Instituto Bernabeu

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