Vi presentiamo la dottoressa Ángela Llaneza - Instituto Bernabeu

Il suo lavoro è la sua passione. La dottoressa Ángela Llaneza è felice di poter lavorare nell’ambito che l’appassiona ogni giorno. Un anno e mezzo prima di decidere che percorso di studi intraprendere ha scoperto il suo interesse per la medicina. Anche se nella sua famiglia vi sono diversi medici, fino a quel momento non si era sentita attratta da questa disciplina. Da bambina diceva semplicemente di voler diventare veterinaria. Fin a quel momento si concentrava sugli studi di economica, la cui idea è stata abbandonata quando ha iniziato a interessarsi per la vita e il funzionamento del corpo umano.

La sua traiettoria in Medicina Riproduttiva è unita fin dall’inizio all’Instituto Bernabeu che considera come casa sua e presso cui ha lavorato in diverse sedi: AlbaceteAlicante e Madrid. “Ho studiato la specializzazione in Ginecologia nell’Ospedale Clinico San Carlos, un centro con un’importante tradizione in Riproduzione Assistita. Questi anni di specializzazione mi hanno fatto scoprire la mia passione. Ho fatto un Master in Medicina Riproduttiva, ma tutta la formazione è legata all’Instituto Bernabeu, mi sento figlia di questa casa”, afferma la dottoressa Llaneza che attualmente lavora come ginecologa nell’Instituto Bernabeu Madrid dove assiste anche pazienti internazionali grazie alle sue conoscenze di inglese e francese. Un’esperienza che l’appaga e le permette di conoscere i motivi per cui le persone sia spagnole che provenienti dall’estero si recano presso l’Instituto Bernabeu alla ricerca di una soluzione ai loro problemi riproduttivi.

Attualmente sta studiando un Master in Salute Pubblica con cui desidera approfondire il proprio interesse nei confronti dell’ambito sociale ed epidemiologico della ginecologia e, in particolare, della medicina riproduttiva.

Si sente affascinata per la ginecologia e durante la laurea ha scoperto e si è meravigliata per ciò che accade nel corpo umano dalla fecondazione fino al momento della nascita. “È affascinante scoprire come da due cellule dopo pochi mesi nasce un bambino”, e aggiunge: “dopo essere diventata ginecologa ho scoperto la mia vera passione per la medicina riproduttiva”. Attualmente il suo interesse professionale si concentra sull’errore di annidamento embrionale e sul fattore immunologico della fertilità, oltre ai fattori che influiscono sulla salute della popolazione. “La cosa che più mi piace è la gravidanza, l’annidamento. Il sistema immunologico e il fatto che il corpo umano solitamente non tollera corpi estranei, durante la gravidanza ammette che un nuovo essere si sviluppi al proprio interno. Mi interessa molto anche la parte epidemiologica”, spiega la dottoressa Llaneza.

Mostra interesse per i problemi di fertilità e fino a che punto influiscono i componenti sociali. Nel suo lavoro osserva che numerose coppie o donne si recano in clinica più tardi di quanto avrebbero voluto e riconosce che sebbene la medicina cerchi di superare o attenuare le conseguenze del ritardo della maternità, e molte volte ci riesce, considera necessaria la creazione di politiche di conciliazione e aiuti tesi a favorire la maternità ed evitare che avvenga in età avanzata.

Considera “affascinante” lo studio dell’ errore di annidamento, un problema in cui l’Instituto Bernabeu ho posto interesse e grazie ad un’Unità specifica che studia, analizza e cerca soluzioni per chi non riesce ad avere un figlio o chi lo perde nelle prime fasi della gravidanza. Riconosce che “siamo ancora anni luce da poter stabilire certezze assolute” e aggiunge che “è importante che le pazienti lo sappiano”. È necessario fornire informazioni chiare. Dobbiamo essere onesti”.

Il profilo del paziente dell’Instituto Bernabeu Madrid spesso è quello di una persona con una lunga traiettoria, con trattamenti che non sono andati bene, prognosi complicate ed errori di annidamento. Un terzo delle pazienti assistite hanno una bassa riserva ovarica. “Le persone che cercano di diventare genitori nascondono una grande sofferenza”, spiega la dottoressa dell’Instituto Bernabeu, la cui premessa consiste nel basare i trattamenti sulle prove, la sicurezza e la comodità.

Nel tempo libero alla dottoressa Llaneza piace fare sport e vedersi con gli amici. Cerca di distrarsi ascoltando musica e leggendo un bel libro. Appena può visita la famiglia che abita nelle Asturie, il cui paesaggio la rilassa e l’aiuta ad evadere dalla vita quotidiana,

“Il sistema immunologico mi affascina, vedere come il corpo umano che solitamente non accetta corpi estranei all’improvviso vede crescere a suo interno un essere vivente per 9 mesi”

Come è stata la tua strada fino a diventare ginecologa?

È stato un percorso duro, ma pieno di soddisfazioni. Mi appassiona la medicina, anche se prima di decidere di dedicarmi a questa disciplina volevo studiare economica. All’età di 17 anni ha iniziato ad incuriosirmi il funzionamento del corpo, cosa che fino al quel momento non mi aveva mai attratto.

Cosa le interessa di più all’interno della medicina riproduttiva?

All’inizio mi piaceva molto l’endocrinologia, strettamente legata a ciò che facciamo attualmente. Poi durante gli studi ha iniziato a piacermi la ginecologia, il controllo della gravidanza, il parto e la nascita. E come da due cellule nasce un bambino. E dopo la specializzazione in ginecologia ho scoperto la mia passione per la medicina riproduttiva.

Qual è il suo interesse professionale attualmente?

Mi interessa la gravidanza, l’annidamento e sapere perché alcuni embrioni annidano e altri no. Mi interessa il sistema immunologico e mi affascina vedere come il corpo umano che solitamente non accetta corpi estranei all’improvviso vede crescere a suo interno un essere vivente per 9 mesi. E mi interessa anche la parte epidemiologica, il motivo per cui i componenti sociali possono influire sui problemi di fertilità.

Quali sono questi componenti?

Uno è il ritardo dell’età materna ed è importante studiare perché si giunge a questo ritardo. Un lavoro incerto e instabile, il compagno giusto. In alcuni casi la maternità rappresenta un ostacolo e interrompe un’eventuale carriera professionale. La medicina svolge un ruolo importante, ma abbiamo bisogno di una politica adeguata.

Cosa le interessa dell’errore di annidamento in cui si è specializzata e del fattore immunologico?

È un argomento affascinante da studiare. Ma attualmente non siamo ancora in grado di garantire certezze assolute. È importante che i pazienti lo sappiano e ricevano informazioni corrette. Bisogna essere onesti.

Che tipo di pazienti vedi nell’Instituto Bernabeu?

È un tipo di paziente che spesso ha una traiettoria lunga alle spalle, con trattamenti andati male e diagnosi complicate, spesso con errori di annidamento. Un terzo dei pazienti presentano una bassa riserva ovarica e si recano presso la nostra clinica perché sanno che siamo specializzati in questo ambito. Dietro questa ricerca disperata per diventare genitori c’è molta sofferenza. Noi spieghiamo con chiarezza i trattamenti e ci basiamo su prove scientifiche e sui principi di sicurezza e comodità.

Assiste pazienti spagnoli e grazie alle sue conoscenze di francese e inglese anche pazienti stranieri. Il profilo di paziente è diverso?

Per me assistere pazienti provenienti da altri paesi è un vero piacere, perché conosco situazioni diverse. Quando si parla in termini così complessi a livello emotivo è importante mantenere una conversazione fluida. Per quanto riguarda i pazienti francesi, ad esempio, il profilo è abbastanza diverso perché in Francia sono abbastanza conservatori in materia di riproduzione assistita e applicano tecniche piuttosto retrogradi. Vengono in Spagna e all’Instituto Bernabeu per il suo prestigio ed esperienza. Nell’ Instituto Bernabeu si offre un trattamento personalizzato in tutti i sensi con un medio e un assistente assegnato al paziente nella sua stessa lingua.

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