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La surrogazione di maternità o utero in affitto: perché è vietata in Spagna?

La surrogazione di maternità o utero in affitto: perché è vietata in Spagna?

Dal 1988 quando è stata approvata la prima Legge spagnola in materia di riproduzione assistita, il contratto che stipula la surrogazione di maternità è stato considerato nullo a pieno diritto. Nel nostro paese la filiazione viene riconosciuta alla donna che partorisce un figlio. L’attuale legge 14/2006, del 26 maggio, in materia di tecniche di riproduzione assistita, mantiene questa regola e sanziona l’inosservanza come infrazione molto grave.

Cause

La nullità attuale del contratto di surrogazione di maternità è dovuta a vari motivi. Possiamo parlare di

  • Motivi etici.
  • Possibile mercantilizzazione del corpo della madre in affitto quando il contratto prevede un prezzo.
  • Motivi di sfruttamento riproduttivo,
  • o persino di affettività dinnanzi alla difficoltà di garantire i diritti della madre gestante.
  • Inoltre, non esiste una posizione unanime tra la Direzione Generale dei Registri e del Notariato e il Tribunale Supremo rispetto all’iscrizione in Spagna dei bambini nati all’estero tramite questo metodo. Questo è dovuto al fatto che non è fattibile iscrivere legalmente bambini nati da un contratto invalido in virtù della legislazione spagnola e, perché l’interesse del minore obbliga a proteggerlo. Questa situazione crea insicurezza giuridica.

Negli ultimi anni sono state promosse diverse iniziative legislative in Spagna per approvare la surrogazione in maternità, ma per il momento non si sono ottenuti risultati; si dovrà ad ogni modo delimitare l’ambito di un possibile regolamento e decidere se si limita unicamente ad un’alternativa alle tecniche di riproduzione e proporlo alle donne o coppie eterosessuali o se invece si amplierebbe questa possibilità alle coppie omosessuali di uomini come alternativa all’adozione. Il Comitato spagnolo di Bioetica non è a favore di una regolamentazione permissiva di questa figura.

La surrogazione in altri paesi

La prima opzione è quella che attualmente segue il Regno Unito che vieta la commercializzazione della surrogazione di maternità. Ma l’autorizza per motivi terapeutici. A titolo gratuito è identica, ma offre una serie di priorità alla madre gestante che deve consentire la filiazione a favore dei genitori adottivi, ma ha la possibilità di ritirare l’autorizzazione di filiazione.

È importante ricordare la nuova normativa in Portogallo. Il nostro vicino è il terzo dell’UE ad avere una legislazione più permissiva in questo ambito, assieme alla Grecia e al Regno Unito. Questa nuova legislazione permette agli stranieri di accedere alla surrogazione con l’unico requisito di sottoporsi a questa tecnica in una clinica di fertilità in Portogallo. La nuova legge portoghese solo ammette la surrogazione di maternità per motivi terapeutici. Le coppie di uomini omosessuali non potranno quindi usufruirne.

Ad ogni modo, la surrogazione di maternità è una delle questioni bioetiche attualmente più discusse. È difficile trovare una soluzione in grado di soddisfare tutte le parti coinvolte e allo stesso rispettare tutti i principi legali ed etici.

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