La realizzazione di tecniche di fecondazione in vitro (FIV) ha come scopo lo sviluppo di molteplici follicoli (stimolazione ovarica) da cui si ottengono gli ovuli che successivamente verranno fecondati. Il processo di stimolazione ovarica finisce con l’assunzione di un farmaco che favorisce la maturazione finale degli ovuli. Il più utilizzato è la gonadotropina corionica umana (hCG). Quest’ultimo passo è essenziale per poter estrarre ovuli durante la puntura ovarica e indica il momento in cui deve essere effettuato questo procedimento.  La sindrome del follicolo vuoto (SFV), è la condizione -di origine incerta- in cui non si ottengono ovuli dopo una puntura ovarica meticolosa nonostante la crescita dei follicoli sia stata adeguata dopo la stimolazione ovarica e i controlli ormonali normali.

La Sindrome del follicolo vuoto si presenta in modo infrequente; è comunque un fatto frustrante che impedisce il proseguimento de ciclo di fecondazione nella maggior parte dei casi. Fortunatamente, gli studi dimostrano che questa patologia non influisce sulla fertilità futura della paziente perché la probabilità che si ripeta in cicli successivi è alquanto bassa, anche se il rischio aumenta con l’età.

Presso l’Instituto Bernabeu utilizziamo strategie farmacologiche che la maturazione finale doppia che prevede l’uso concomitante di due farmaci per indurre la maturazione finale dell’ovulo e prevenire la SFV; inoltre, consapevoli dell’associazione tra un errore umano nel somministrare un farmaco e la presenza della SFV, la paziente è aiutata da un’assistente personale che si occuperà di fornire istruzioni dettagliate prima della puntura ovarica.

Dott. Juan Carlos Castillo, ginecologo dell’Instituto Bernabeu.

Sindrome del Follicolo Vuoto
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