Ibuprofene e paracetamolo, quali sono gli effetti sulla fertilità? - Instituto Bernabeu

Gli analgesici, paracetamolo compreso, e gli antinfiammatori non steroidei come l’ibuprofene sono i farmaci più estesi ed utilizzati al mondo.  Trattano dolori generici (emicranie, febbre, dolori muscolari, “malessere” generale, ecc.) e sono considerati facilmente effettivi in quanto accessibili senza ricetta medica.

L’uso generalizzato, spesso con dosi superiori a quelle consigliate, ha suscitato l’interesse della comunità scientifica che ha iniziato a studiare gli effetti secondari che potrebbero derivare dall’uso continuo e non controllato del farmaco.

In realtà, quali possono essere gli effetti sulla fertilità? Sono gli stessi su uomini e donne? Si calcola a corto o lungo termine?

La principale preoccupazione della maggior parte delle donne in età fertile sono gli effetti a corto termine in caso di assunzione di questi tipi di farmaci.  Nel caso del paracetamolo la risposta è NO. Se parliamo di ibuprofene è importante ricordare che solitamente serve per ridurre “dolori intensi causati dalla mestruazione”, che possono essere un indizio di endometriosi, una patologia legata a problemi riproduttivi. Nel caso di uomini giovani, esistono pochi studi in materia, sebbene recentemente sia stato dimostrato che il consumo prolungato di ibuprofene potrebbe causare problemi ormonali che scatenerebbero “ipogonadismo compensato” legato a disturbi riproduttivi, anche se sono necessari studi più approfonditi.

Merita particolare attenzione l’assunzione di ibuprofene durante la gravidanza. Sebbene sia controindicato dalla 24ª settimana in poi per rischio di malformazioni, le guide non sono così severe rispetto all’uso di questo farmaco nelle prime settimane di gravidanza. Circa il 30% delle donne incinte assumono ibuprofene in determinati momenti della gravidanza perché non conoscono la propria situazione iniziale o per mancanza di conoscenza della composizione del farmaco. Queste prime settimane sono cruciali per lo sviluppo del feto e, a quanto pare, l’uso di ibuprofene da parte della madre potrebbe alterare la crescita corretta dei testicoli o delle ovaie del feto e avere conseguenze negative sulla capacità riproduttiva della generazione futura. Queste prime conclusioni dovranno essere confermate dopo aver studiato la salute riproduttiva di queste nuove generazioni.

Attualmente, l’assunzione di questo tipo di farmaco non è controindicata se si è alla ricerca di una gravidanza, ma è necessario prestarvi attenzione durante la gravidanza per le malformazioni che potrebbe causare e la possibile ripercussione sulla fertilità futura.

Laura Cascales, biologa nell’Instituto Bernabeu.

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