La produzione di spermatozoi avviene nei tubuli seminiferi testicolari e si conosce come spermatogenesi.  Una cellula germinale darà luogo a 4 spermatozoi maturi alla fine di questo processo che dura dai 62 ai 75 giorni nella specie umana.   L’ultima tappa della spermatogenesi è il passaggio da spermatidi a spermatozoi, conosciuta come spermiogenesi e consiste in un processo di differenziazione e maturazione cellulare.   Come si osserva nella figura, gli spermatidi provengono da spermatociti secondari e hanno già superato le fasi di divisione meiotica I e II e possiedono una dotazione cromosomica normale (aploide) che permette di fecondare un ovocito maturo.  Quindi, sebbene siano cellule immature, sono valide per essere utilizzate in tecniche di riproduzione assistita mediante ICSI quando non si trovano spermatozoi maturi in campioni di eiaculazione o testicolari.

Ciononostante, l’uso di spermatidi è limitato a pazienti con assenza di spermatozoi nell’eiaculazione (azoospermia) e che presentano una azoospermia non ostruttiva a causa di un blocco di maturazione a questo livello. Ciò significa che meno dell’1% degli uomini non fertili potranno beneficiarsi dell’uso della tecnica ICSI con spermatidi. A questo si unisce il fatto che circo il 50% degli uomini con azoospermia non ostruttiva non recuperano gli spermatozoi né gli spermatidi dopo una biopsia testicolare.

Gli spermatidi si classificano generalmente in rotondi (ROSI) e allungati (ELSI) in base al grado di immaturità citoplasmatica.  I risultati dopo l’uso di ROSI sono clinicamente inefficienti, con un tasso di gravidanza inferiore al 3% (Sousa et al. 2002) quindi se ne scarta l’applicazione per il trattamento di infertilità dopo un errore testicolare primario.  L’uso di ELSI offre risultati clinici simili all’uso di spermatozoi testicolari con un tasso di fecondazione di circa il 50% e di gestazione del 30% (Sousa et al, 2002).

Oltre ai risultati clinici negativi, la sicurezza di effettuare una ICSI con cellule germinali aploidi immature genera molta preoccupazione a causa di possibili pericoli genetici e epigenetici nei discendenti.  L’impronta genetica si produce principalmente durante la gametogenesi e potrebbe essere incompleta o deficiente negli spermatidi.  Eventuali errori epigenetici nelle cellule germinali potrebbero manifestarsi posteriormente nella vita adulta e/o restare nascosti e trasmettersi successivamente alle generazioni future (Nikolettos et all, 2006).

Dott. Jorge Ten, Direttore dell’Unità di Biologia della Riproduzioni dell’Instituto Bernabeu

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