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FIV con ovociti propri: quando è indicata?

FIV con ovociti propri: quando è indicata?

La fecondazione in vitro (FIV) con ovociti propri è uno dei trattamenti più utilizzati nella procreazione medicalmente assistita quando una coppia o una donna desidera ottenere una gravidanza utilizzando i propri gameti, senza ricorrere all’ovodonazione.

La FIV è la tecnica che offre le maggiori probabilità di successo quando la gravidanza non si ottiene in modo naturale.

Qui ti spieghiamo quando questo trattamento è raccomandato, quali sono le probabilità di successo e come si svolge il processo passo dopo passo.

Quando optare per una FIV con ovociti propri

La FIV viene solitamente raccomandata quando esistono difficoltà a ottenere una gravidanza in modo naturale o quando trattamenti più semplici, come l’inseminazione artificiale (sia con seme del partner sia con seme di donatore), non hanno dato risultato.

Tra le situazioni più frequenti in cui si indica questo trattamento troviamo:

  • Infertilità senza causa apparente
  • Tube di Falloppio ostruite o danneggiate
  • Endometriosi
  • Alterazioni della qualità del seme
  • Età materna avanzata
  • Bassa riserva ovarica
  • Fallimento di trattamenti precedenti come l’inseminazione artificiale
  • Malattie genetiche che richiedono diagnosi preimpianto

Probabilità di successo

Las Le probabilità di gravidanza in una FIV con ovociti propri dipendono principalmente da:

  • L’età della donna
  • La qualità degli ovociti
  • Il numero di embrioni ottenuti
  • Lo stato dell’utero
  • La qualità del seme

In generale, quanto più giovane è la paziente, tanto maggiore è il tasso di successo.

Tassi orientativi in base all’età

 Età della donnaProbabilità approssimativa per ciclo
 < 35 anni  45 – 60 %
 35 – 39 anni  30 – 45 %
 40- 42 anni  15 – 25 %
 > 42 anni  <10 – 15 %

È importante tenere presente che molte pazienti effettuano più cicli o trasferimenti embrionali, aumentando così la probabilità cumulativa di gravidanza.

Puoi consultare maggiori informazioni sul tasso di successo della FIV in base all’età e alle caratteristiche di ciascun trattamento.

Processo della FIV con ovociti propri

Il trattamento di fecondazione in vitro comprende diverse fasi progettate per ottenere gli ovociti, fecondarli in laboratorio e trasferire gli embrioni nell’utero.

Stimolazione ovarica

Il primo passo consiste nello stimolare le ovaie per alcuni giorni mediante farmaci ormonali, affinché producano più ovociti nello stesso ciclo.

Durante questa fase si eseguono controlli ecografici per valutare la crescita follicolare e adattare la terapia se necessario. In alcuni casi possono essere effettuati anche esami ormonali.

L’obiettivo è ottenere il maggior numero possibile di ovociti maturi per aumentare le probabilità di successo.

Prelievo degli ovociti e fecondazione

Quando i follicoli raggiungono le dimensioni adeguate, si programma il prelievo ovocitario (pick-up), una procedura semplice eseguita in sedazione.

Gli ovociti prelevati vengono portati in laboratorio, dove vengono fecondati mediante:

  • FIV convenzionale
  • ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo)

In entrambi i casi si può utilizzare:

  • seme del partner
  • seme di donatore

Dopo la fecondazione, gli embrioni vengono coltivati per 5-6 giorni fino alla selezione di quelli di migliore qualità.

Trasferimento embrionale

Una volta sviluppati in laboratorio, viene selezionato l’embrione di migliore qualità per il trasferimento. Ciò non implica necessariamente una garanzia di gravidanza, poiché i risultati dipendono da molteplici fattori.

Il trasferimento embrionale consiste nell’introdurre l’embrione all’interno dell’utero mediante una cannula molto sottile.

Si tratta di una procedura semplice, indolore e della durata di pochi minuti.

A seconda del caso, l’embrione può provenire da:

  • Seme del partner: quando i parametri seminali sono adeguati o migliorabili con tecniche come la ICSI.
  • Seme di donatore: utilizzato in caso di fattore maschile severo o nei trattamenti per donne senza partner maschile.

    Crioconservazione

    Se si ottengono più embrioni di buona qualità, questi possono essere congelati mediante vitrificazione.

    Questo permette di:

    • effettuare nuovi trasferimenti senza ripetere la stimolazione ovarica
    • aumentare la probabilità cumulativa di gravidanza
    • conservare embrioni per tentativi futuri

    Domande frequenti

    È possibile diventare madre a 43 anni con ovociti propri?

    Sì, è possibile diventare madre a 43 anni con ovociti propri, anche se le probabilità di successo sono significativamente inferiori rispetto a età più giovani.

    Dopo i 40 anni diminuisce la qualità degli ovociti e aumenta il rischio di alterazioni cromosomiche, per cui ogni caso deve essere valutato individualmente.

    Qual è il limite di età per una FIV con ovociti propri?

    Non esiste un limite di età preciso, ma la maggior parte dei trattamenti con ovociti propri viene effettuata fino ai 42–43 anni, in base alla riserva ovarica e alle caratteristiche della paziente.

    Qual è il tasso di successo con ovociti propri e con ovociti donati?

    Il tasso di successo dipende molto dall’età, anche se generalmente è più elevato con ovociti donati, poiché provengono da donne giovani con ovociti di alta qualità.

    In modo orientativo:

    TrattamentoTasso di gravidanza approssimativo
    FIV con ovociti propri (<35 anni)45 – 60 %
    FIV con ovociti propri (>40 anni)10 – 25 %
    FIV con ovociti donati50 – 65 %

    Quanto costa una FIV con ovociti propri?

    Il costo di una FIV con ovociti propri in Spagna si colloca generalmente tra 4.000 e 7.000 euro per ciclo, anche se può variare in base alla clinica, agli esami necessari o alle tecniche aggiuntive.

    In sintesi, la FIV con ovociti propri è una delle tecniche più utilizzate nella procreazione assistita e consente a molte donne di ottenere una gravidanza utilizzando i propri ovociti. L’età e la qualità ovocitaria sono i fattori che influenzano maggiormente le probabilità di successo, per cui una valutazione personalizzata è fondamentale per definire la strategia riproduttiva più adeguata.

    Dra. Cecilia Quetglas, Instituto Bernabeu Palma de Mallorca.

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