Crioconservazione della corteccia ovarica. Cos'è? È meglio del congelamento di ovuli?

Cos’è la crioconservazione della corteccia ovarica?

La crioconservazione nell’ambito della riproduzione assistita è senza dubbio una rivoluzione sotto diversi punti di vista in grado di modificare le strategie d’azione nei casi in cui si verificassero problemi di fertilità.

Questa rivoluzione ha avuto inizio con il congelamento di gameti sia femminili che maschili nella seconda metà del secolo scorso. Lo scopo del congelamento di gameti era preservare la fertilità nei casi in cui avrebbe potuto venire a mancare per motivi sociali o medici, in particolare in caso di tumori.

Quando si può applicare il trattamento?

Negli ultimi anni, la crioconservazione della corteccia ovarica (CCO) e il successivo trapianto hanno suscitato interesse nei confronti di una strategia tesa a preservare la fertilità sia in pazienti che desiderano posticipare il momento del concepimenti, sia in pazienti che devono sottoporsi a trattamenti antineoplasici. Difatti, considerando l’effetto che svolgono i prodotti chemioterapici su nostro organismo, è stato osservato che circa il 42% delle donne sia prepubere che giovani soffre di errore ovarico precoce (FOP) prima dei 30 anni di età.

Con la CCO e successivo trapianto in molti casi è stato possibile ridurre il FOP e recuperare la funzionalità e la fertilità delle ovaie, incrementare la produzione di ormoni femminili ed evitare la menopausa precoce.

Come viene effettuata la crioconservazione della corteccia ovarica?

La CCO inizia con un intervento chirurgico mediante laparoscopia con una durata massima di venti minuti. Durante l’intervento, vengono effettuate piccole biopsie sulla corteccia ovarica della paziente nei punti con maggior numero di follicoli primordiali che daranno luogo agli ovociti. In seguito, questo tessuto ovarico viene congelato rispettando delle procedure specifiche per poi essere scongelato e trapiantato nell’ovaia favorendone il recupero della funzionalità.

Attualmente, è stato dimostrato che la tecnica di vitrificazione è migliore rispetto al congelamento lento della CCO e che si consiglia di farlo con frammenti di corteccia ovarica con spessore inferiore ad un millimetro.

Quali sono i vantaggi della crioconservazione della corteccia ovarica?

Il principale vantaggio della crioconservazione della corteccia ovarica rispetto al congelamento degli ovociti è il fatto che non richiede una stimolazione ovarica previa per cui è una buona alternativa nei casi di tumori ormono-dipendenti in cui non è possibile posticipare la chemioterapia.

Rafael Sellers, biologo dell’ Instituto Bernabeu

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