1. Proveró dolore?

L’estrazione per poi congelare gli ovuli è indolore. Viene effettuata con un piccolo intervento via vaginale e con una leggera sedazione.

2. Qual è l’età appropriata per preservare i miei ovuli?

Sebbene non esista un’età minima né massima, si consiglia di farlo prima dei 35 anni per ottenere un numero sufficiente di ovuli di buona qualità, perché oltre questa età diminuisce sia la qualità che la quantità di ovociti.

3. Quanto dura la procedura? Ogni quanto devo fare eventuali controlli?

Il ginecologo elaborerà un programma di stimolazione che dura dagli 8 ai 10 giorni. Per ottenere il maggior numero di ovociti possibile è necessario recarsi in clinica almeno tre volte per sottoporsi ai controlli ecografici tesi a determinare le dosi di ormoni adeguate in base al caso e ottimizzare la risposta delle ovaie.

4. Dovrò chiedere un permesso dal lavoro?

Non è necessario. L’estrazione degli ovociti è una procedura semplice che dura circa 15 minuti e dovrà quindi assentarsi dal lavoro solo il giorno dell’intervento, dopo il quale si consiglia di trascorrere una giornata tranquilla ed evitare di guidare.

5. Quante volte bisogna sottoporsi a questa procedura? Basta una sola volta?

Lo scopo della stimolazione è ottenere un numero adeguato di ovociti. La personalizzazione del processo e la selezione dei farmaci sono elementi essenziali per ottenere il maggior numero di ovuli con una sola puntura ovarica. Nei casi in cui non si ottiene un numero adeguato – ad esempio quando per motivi di età la riserva è diminuita – si consiglia un nuovo ciclo per aumentare il numero accumulato di ovuli.

6. Fino a che età posso utilizzare gli ovuli congelati?

Dopo la criopreservazione, gli ovuli conservano le stesse condizioni senza deteriorarsi e il passare degli anni non li danneggia. Ma dobbiamo tener presente che il limite di età per un trattamento di riproduzione assistita in Spagna è attorno ai 51 anni.

7. È giunto il momento di diventare mamma, cosa devo fare per utilizzare i miei ovuli criopreservati?

Inizia un processo semplice che non richiede ormoni né stimolazione ovarica. Bisogna solo preparare il corpo ad accogliere l’embrione e programmare il momento del ciclo adeguato per l’annidamento. Inoltre, nel laboratorio vengono scongelati gli ovociti che verranno fecondati con il liquido seminale del partner e l’embrione che si ottiene viene trasferito nell’utero materno. Gli embrioni non trasferiti si possono congelare e utilizzare in trattamenti futuri.

8. E se non ho un partner maschile, cosa posso fare per diventar mamma?

La donna che decide di essere madre senza un partner può ricorrere al liquido seminale di un donatore. Gli ovociti vengono fecondati con il seme conservato nella Banca di Seme e dopo la nascita, il bambino viene legalmente riconosciuto come figlio di una famiglia monoparentale.

9. La criopreservazione può influire sul nascituro?

La vetrificazione non ha nessun effetto sul bambino che nascerà. Non vi è nessuna differenza tra i bambini nati dopo un trattamento di Fecondazione in vitro con ovociti o embrioni congelati e i bambini nati da un ciclo naturale.

10. Non voglio utilizzare i miei ovuli criopreservati. Quale puó essere il suo destino?

Se si decide di non utilizzare gli ovuli congelati, la paziente è libera di decidere cosa farne. Vi sono tre possibilità: possono essere donati ad altre coppie e aiutarli a diventare genitori. Possono essere donati alla scienza o essere eliminati.

10 cose da sapere se si desidera congelare i propri ovuli
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