Tradizionalmente, nella maggior parte dei laboratori, il trasferimento embrionale veniva effettuato al 2-3 giorno di coltura, o in fase di blastocisto, mentre il trasferimento di embrioni al 4º giorno è un’alternativa che nella prassi dei laboratori ha avuto poca ripercussione.
Generalmente si accetta la superiorità del trasferimento di blastocisti quando si confronta con quello di embrioni in fasi più precoci, soprattutto a causa di una miglior sincronizzazione tra l’embrione e l’endometrio, e una selezione embrionale più oggettiva dopo la produzione del genoma, permettendo così di ridurre il numero di embrioni trasferiti ed evitando il rischio di gravidanze gemellari. […]