crioconservazione

I vantaggi di un avere una banca di ovuli propria

Gli ovociti sono particolarmente sensibili ai processi di crioconservazione le cui caratteristiche mettono in pericolo la loro sopravvivenza, ma i progressi e le nuove tecniche di crioconservazione applicate nelle banche di ovuli e la vetrificazione hanno permesso di ottenere tassi di successo simili a quelli dei cicli con materiale genetico fresco.

Attualmente, lo sviluppo di un programma di crioconservazione di
ovociti […]

2019-04-26T10:08:41+02:0026 de Aprile de 2019|0 Commenti

Cosa si fa con gli embrioni in eccesso che si ottengono da un trattamento di riproduzione assistita?

Quando si inizia un trattamento di fecondazione in vitro, uno degli obiettivi è cercare di ottenere un numero adeguato di  embrioni di buona qualità in laboratorio per poi selezionare i migliori e trasferirli. Sebbene la legge spagnola in materia di riproduzione assistita (Legge 14/2006) permetta il trasferimenti di massimo 3 embrioni per ciclo, il progresso delle tecniche […]

2019-03-08T09:49:31+02:008 de Marzo de 2019|0 Commenti

Vetrificazione, la rivoluzione del secolo

Quando si parla di vetrificazione di solito si associa ritardo della maternità, vale a dire alla preservazione a freddo degli ovuli per poterli riutilizzare in futuro. Questa possibilità lascia a bocca aperta, perché mediante il congelamento cellulare avanzato e ultrarapido permette di conservare i gameti per poterli utilizzare in futuro. Ma le applicazioni di questa tecnica sono talmente variate e numerose che hanno cambiato il modo di lavorare di molte cliniche di fertilità prestigiose e gli esperti oramai parlano di vetrificazione come un qualcosa di “rivoluzionario”.
“Potremmo affermare che la crioconservazione è l’area più importante di qualsiasi clinica di riproduzione assistita”, assicura il responsabile dell’Unità Operativa di Biologia di Riproduzione dell’Instituto Bernabeu di Alicante, il Dott. Jorge Ten. Stando alle parole dell’esperto, questa tecnica “è cambiata tantissimo negli ultimi 6-8 anni”. All’inizio, la vetrificazione si applicava usando il “·congelamento lento che spesso causava danni cellulari” nell’ovocito. Questa è la cellula più grande del corpo umano nel caso delle donne e quella che contiene la maggior quantità di acqua, per cui durante il congelamento si formavano cristalli d’acqua danneggiandone la struttura. I cristalli che si formano come conseguenza di questo congelamento lento e l’alta presenza d’acqua nella cellula provocava che il tasso di sopravvivenza fosse del 20-30%. Praticamente non sopravvivevano ovociti.” […]

2016-08-03T17:54:00+02:0028 de Ottobre de 2015|0 Commenti
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