Otto domande con risposta per chi desidera diventare madre con ovuli donati 0

Quando una donna assume la decisione importante di voler diventare madre con ovuli donati da un’altra donna è normale che sorgano una serie di dubbi. La prima reazione è alquanto “scioccante” quando si scopre che è necessario ricorrere all’ovodonazione per avere un figlio. Dopo un tempo di riflessione, vi sono donne che lo assimilano con maggior naturalità e assumono questa realtà per poter avere un figlio e altre che richiedono un processo più lungo per decidere de riescono ad accettarlo o meno.

In questo processo si produce il cosiddetto “lutto genetico” che deve affrontare la donna che porterà in grembo un bambino che non condividerà i propri geni. Secondo gli esperti dell’Instituto Berneabeu, è consigliabile accettarlo fin dal primo momento per evitare che durante il percorso sorgano dubbi e domande che diventino una preoccupazione costante o persino un’ossessione per la futura madre.

  1. È possibile conoscere l’identità della donante?

Una delle domande più frequenti dei futuri genitori che si recano presso l’Instituto Bernabeu è legata all’identità della donante. Vogliono conoscere il maggior numero possibile di dettagli, ma la legge spagnola è chiara e protegge la riservatezza della donante. Non potranno sapere chi è, né dove lavora, né se sta studiando e cosa. La Legge Spagnola 14/2006 in materia di Tecniche di Riproduzione Umana Assistita regola la donazione di ovuli e protegge la privacy e l’anonimato della persona donante.

  1. Cosa posso sapere della donante?

L’Instituto Bernabeu si occuperà di cercare un fenotipo (caratteristiche fisiche, statura, peso, razza, tipo di pelle, ecc.) il più simile possibile alla madre ricevente. Conoscerà inoltre il gruppo sanguigno che deve essere compatibile con il partner e l’età, un altro dato importante per alcuni esami durante la gravidanza, ad esempio in caso di amniocentesi o Tritest sanguigno. Stando alla legge spagnola la donante deve avere dai 18 ai 35 anni, – ma l’Instituto Bernabeu preferisce non superare i 32 anni per poter ottimizzare la donazione – e un buono stato di salute psicologica e fisica, e per questo effettuiamo una serie di prove specifiche. La legge permette di avere informazioni generali della donatrice. Il personale del dipartimento di ovodonazione lavora per eseguire una selezione meticolosa delle caratteristiche fisiche: la donante deve essere compatibile con la donna ricevente sia dal punto di vista medico che fisico e la clinica ne è responsabile e consapevole di quanto sia importante questo fatto sullo sviluppo futuro del proprio figlio.

  1. Come posso sapere se la donante è completamente sana e il mio futuro bambino non sarà affetto da nessuna malattia ereditaria?

Presso l’Instituto Bernabeu le candidate alla donazione di ovuli devono sottoporsi a meticolosi studi medici per confermare l’assenza di malattie genetiche, ereditarie o infettive, e un’analisi psicologica personalizzata. Difatti, il dipartimento esclude più del 30% delle donne che non superano le prove indicate. Inoltre, dal 2016 l’Instituto Bernabeu sottopone tutte le donatrici al Test di Compatibilità Genetica (TCG), un’analisi specifica che studia le mutazioni nei geni responsabili di oltre 600 malattie recessive senza attribuire questa spesa alla paziente ricevente. Qualora la coppia ricevente lo desideri, si puó eseguire addizionalmente il TCG al padre per contraporre entrambi i risultati e garantire che il futuro bambino non sia portatore di queste malattie.

  1. Può essere della mia stessa razza? Vorrei che fosse della mia regione.

Durante la visita, una delle richieste più frequenti delle donne di razza non caucasica che decidono di avere un figlio con ovuli donati consiste nel conoscere la razza della donatrice. I medici dell’Instituto Bernebeu spiegano che la ai sensi di legge la donante deve essere compatibile con la razza della donna ricevente (caucasica, asiatica, nera). Ma c’è chi desidera persino che la donante sia di un’etnia determinata. La banca di ovodonanti dell’Instituto Bernabeu riceve ovuli di donne straniere e di diverse razze, ma rappresentano una percentuale più limitata rispetto alle donne europee: in occidente la donazione di organi o gameti è culturalmente accettata, ma numerose culture sono ancora reticenti e non la donazione non avviene con frequenza. Per la clinica l’obiettivo è chiaro: Per la clinica l’obiettivo è chiaro: garantire la massima somiglianza fisica e fenotipica con la paziente.

  1. Posso sapere se la donante possiede un titolo universitario? Possono sceglierla in base ai propri hobby?

Alcune coppie mostrano particolare interesse per la formazione accademica della donante. La psicologa esperta in riproduzione assistita dell’Instituto Bernabeu, Natalia Romera, spiega che lo sviluppo intellettuale del bambino è un fattore esterno e dipenderà dall’ambiente sociale e familiare circostante che lo motiverà a sviluppare determinati studi. Alcune persone desiderano sapere gli hobby della donante e preferiscono sceglierla in base a fattori esterni come la pratica di uno sport in concreto o la passione per la lettura. Un gran numero delle nostre donanti mostrano una particolare sensibilità e studi superiori. In un colloquio psicologico si valuta lo sviluppo intellettuale della donante che se non raggiunge i livelli stabiliti viene esclusa dalla selezione.

  1. Quanti ovuli donati potrò avere?

L’Instituto Bernabeu garantisce una media di 11 e minimo 8 ovociti donati a tutte le pazienti. Se il numero fosse inferiore, si procederà a cancellare il ciclo della donante e verrà assegnata una nuova donazione senza costi aggiuntivi.

  1. Quando decido di sottopormi all’ovodonazione, quanto tempo devo aspettare?

L’Instituto Bernabeu ha un’esperienza di oltre vent’anni in ovodonazione e grazie alla propria banca con oltre 600 donanti non ha liste d’attesa. Difatti, alcune pazienti, soprattutto straniere, restano sorprese dell’immediatezza del trattamento e dell’alto tasso di successo.

  1. Che tipo di garanzie di successo offre l’ovodonazione?

Attualmente è la tecnica che offre i migliori risultati di gravidanza. Nell’Instituto Bernabeu il tasso positivo di gravidanza con donazione di ovuli è dell’81,5% accumulando tutti gli embrioni, vale a dire sommando il trasferimento di embrioni freschi e di embrioni congelati.

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