Lavaggio del liquido seminale in uomini affetti da HIV

Il virus dell’immunodeficienza umana (VIH) appartiene al gruppo dei “retrovirus” e durante la fase più avanzata di contagio genera la cosiddetta Sindrome di Immunodeficienza Acquisita (AIDS). Sebbene al giorno d’oggi non esistano cure per il VIH/AIDS esistono trattamenti antiretrovirali che evitano lo sviluppo dei sintomi o almeno lo ritardano. Per questo motivo, sempre più coppie in età fertile in cui uno dei due membri è portatore del virus credono nella possibilità di avere un figlio sano. […]

2018-08-22T08:52:28+02:0024 de Agosto de 2018|0 Commenti

Capacitazione spermatica

Per essere in grado di fecondare gli spermatozoi dell’eiaculazione devono subir un processo denominato capacitazione spermatica. Nell’apparato riproduttivo femminile questo avviene in modo naturale e da alcuni anni si sono sviluppate diverse tecniche per realizzare questo processo in laboratori.

Capacitazione “in vivo”

La capacitazione “in vivo” avviene mediante delle secrezioni prodotto nel tratto riproduttivo femminile. Gli spermatozoi devono […]

2020-09-08T13:42:44+02:008 de Giugno de 2018|0 Commenti

Effetti dell’età paterna avanzata sulla fertilità

A causa di diversi fattori socioculturali ed economici, negli ultimi anni è aumentato il numero di uomini con desiderio riproduttivo oltre i 35 anni. Man mano che la coppia invecchia, aumenta la probabilità di soffrire problemi riproduttivi. L’effetto negativo dell’età materna sulla fertilità è ampiamente documentato e sappiamo che oltre i 39 anni diminuiscono drasticamente le probabilità. L’invecchiamento materno si associa all’aborto spontaneo, alle complicazioni in gravidanza, alle anomalie genetiche e all’aumento della mortalità prenatale.
Ciononostante, gli studi che analizzano l’effetto dell’età paterna sul successo che potrebbero avere le tecniche di riproduzione assistita (TRA)sono alquanto scarsi e forniscono dati contraddittori. È vero che la funzione riproduttiva maschile è meno vulnerabile rispetto a quella femminile e meno suscettibile al processo di invecchiamento, come dimostra il fatto che molti bambini sono nati spontaneamente da padri di età compresa dai 70 agli 80 anni. Ad ogni modo, alcuni studi collegano l’effetto negativo dell’età paterna avanzata con: […]

2018-03-23T09:54:05+02:0023 de Marzo de 2018|0 Commenti

Trasferimento embrionale al 4º giorno, perché no?

Tradizionalmente, nella maggior parte dei laboratori, il trasferimento embrionale veniva effettuato al 2-3 giorno di coltura, o in fase di blastocisto, mentre il trasferimento di embrioni al 4º giorno è un’alternativa che nella prassi dei laboratori ha avuto poca ripercussione.
Generalmente si accetta la superiorità del trasferimento di blastocisti quando si confronta con quello di embrioni in fasi più precoci, soprattutto a causa di una miglior sincronizzazione tra l’embrione e l’endometrio, e una selezione embrionale più oggettiva dopo la produzione del genoma, permettendo così di ridurre il numero di embrioni trasferiti ed evitando il rischio di gravidanze gemellari. […]

2018-03-16T12:47:45+02:009 de Marzo de 2018|0 Commenti

Aspirazione frammenti cellulari

Dal momento in cui lo spermatozoo feconda un ovulo, inizia lo sviluppo di un nuovo embrione e quindi il processo di divisione cellulare. Questo sviluppo embrionale viene osservato in un laboratorio di fecondazione “in vitro” fino allo stadio di blastocisto (giorno 5/6 di sviluppo). A volte durante le divisioni cellulari restano frammenti dell’embrione isolati tra le cellule correttamente sviluppate. Questi frammenti provengono da resti di cellule embrionali e possono impedire lo sviluppo dell’embrione. Uno degli effetti negativi è la difficoltà a raggiungere lo stato di blastocisto e quindi l’annidamento nell’utero materno. Difatti, la frammentazione embrionale è una delle caratteristiche più importanti per determinare la qualità di un embrione. […]

2019-06-20T08:25:13+02:0023 de Febbraio de 2018|0 Commenti

Condizioni della coltura embrionale più fisiologiche

Un aspetto importante per contribuire a migliorare il tasso di successo nelle coppie che ricorrono alla fecondazione in vitro per risolvere i propri problemi di sterilità è il miglioramento delle condizioni della coltura degli embrioni, imitando quelle che si verificano in natura.

Tradizionalmente la coltura degli embrioni umani in vitro veniva effettuata in incubatrici ad un’atmosfera controllata con un 6% di CO2 e 21% di O2. Ciononostante, sappiamo grazie a studi recenti su diverse specie di mammiferi, che queste condizioni non sono le stesse che quelle che si verificano in vivo nella tuba e nell’utero, in cui la tensione dell’ossigeno si aggira attorno al 2-8%.

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2021-01-18T18:10:56+02:0015 de Dicembre de 2017|0 Commenti
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