Appoggio emotivo durante l´aborto

mar 21 2012

L’ infertilità è considerata secondo l’OMS una malattia cronica, perchè presenta reazioni emotive che si possono comparare con quelle che soffrono pazienti con patologie croniche gravi.

L’ infertilità è considerata un evento vitale e stressante che genera uno “squilibrio emotivo” e colpisce un elevato numero di coppie.

 Le reazioni e lo stato emotivo evoluzionano e si modificano a seconda dei cicli del trattamento.

Nei trattamenti che si susseguono i livelli di ansietà diminuiscono progressivamente dovuto ad un effetto di insensibilizzazione di fronte a questi, non riuscendo a raggiungere la gravidanza nonostante involucrando lo sforzo, l’energia e la parte economica.

I cicli senza successo e ripetuti aborti, constituiscono dei momenti specialmente difficili.

Gli aborti spontanei ripetitivi  vengono considerati quando una donna ha perso 3 o più gravidanze prima della settimana 20 di gravidanza, ovvero quando il feto non è ancora in grado di sopravvivere fuori dall’utero materno.

Le speranze si rinnovano una dopo l’altra, così come le perdite e con esse il dolore, la pena, la rabbia, il timore e la colpa.

Il duello per la perdita del feto dipende dall’attecchimento che si è sviluppato verso di lui, normalmente si sviluppa intorno alla settimana 12 quando i genitori hanno già potuto vederlo e sentirlo attraverso il monitor di ultrtasuoni.

Il dolore associato alla perdita è unico, non si basa su esperienze o ricordi ma su forti relazioni affettive parentali, basate sul desiderio e fantasie.

I sentimenti caratteristici di cui soffre la donna:

  • Una donna che aborta spontaneamente, è spesso reticente a raccontare il suo aborto.
  • Raramente sa ció che perso.
  • Essendo un situazione repentina, non permette alla donna di prepararsi alla situazione.
  • I sentimenti di colpa non hanno spiegazioni.
  • Si ci crede indifese di fronte a un sanguinamento che non è possibile fermare.

 Conseguenze psicologiche:

  • Immediate: sensazione di vuoto, incomodità, alterazioni dell’appetito, del desiderio sessuale e del sonno.
  • Tardive: stress post-traumatico, ipereccitazione, intrusione e costrizione.
  • Ipereccitazione: risposte esageratamente esaltate, attacchi d’ansia, irritabilità, rabbia, difficoltà nel concentrarsi per conciliare il sonno.
  • Intrusione: rivivere il momento traumatico involuntariamente e inaspettatamente. Soventi pensieri sull’aborto, incubi, reazioni di intenso dispiacere o depressione nel giorno che ricorda l’aborto.
  • Costrizione: bloccare le emozioni, evitando gli stimoli associati al trauma. Incapacità di ricordare l’esperienza negativa, sforzi nel tentativo di evitare azioni che possano risvegliare il ricordo dell’aborto. Disinteresse per attività per anteriormente piacevano.
  • Disfunzione sessuale: tra il  30-50% delle donne che hanno abortito dichiarano soffrire disfunzioni sessuali, che iniziano inmediatamente dopo l’aborto. 

Le Fasi:

  1. La Fase dello shock: può durare tra qualche ora e le due settimane. Inconsciamente la perdita non viene accettata.
  2. La Fase della ricerca: episodi acuti di dolore, stress, svenimenti, diminuiscono gradualmente. Si cerca ora una spiegzione all’accaduto.
  3. La Fase della disogranizzazione: viene ripresa la routine, accompagnata da tristezza, mancanza di autostima ed indifferenza. Questa fase puó durare dai 6 ai 12 mesi. 
  4. Fase di riorganizzazione: accettare la perdita del feto. Può subentrare uno stato melanconico nel ricordarlo. Le relazioni familiari e sociali vengono ristabilite.

Questa battaglia ha bisogno di un’elaborazione psichica per accettare e rielaborare la perdita.

È stato notato che è molto importante ridurre lo stress prima di iniziare un trattamento.

Le Tecniche per ridurre lo stress:

  1. Rilassamento: imparare a rilassarsi e a pensare positivamente, imparare tecniche di respirazione o eliminare pensieri negativi ricorrenti e sostituirli con immagini gradevoli e rilassanti.
  2. Imparare a ridurre l’ansia, quando una persona non sa come reagire davanti a una situazione o si chiede se avrà fatto la scelta giusta. Per sempio, decidere quando finalizzare i trattamenti e scegliere l’alternativa più adeguata.
  3. Imparare ad esprimere le emozioni, mantenere un comportamento assertivo e far uso del proprio buon umore, permettono avere un maggior controllo della situazione e della loro vita.

Consigli pratici per i momenti difficili:

  • Limitare il tempo di conversazione con il proprio partner quando si concentra solo su figli e gravidanza…
  • Realizzare un rilassamento prima di dirigersi all’Unità di riproduzione e durante il trattamento, pick up e transfer, visualizzare immagini gradevoli previamente associate.
  • Durante l’attesa della beta distrarsi con diverse attività di ozio.
  • Il giorno del test prevenire una possibile reazione per entrambi i risultati.   
  • Dopo numerosi trattamenti senza successo, valorare altre possibilità.
  • Nei momento d’incertezza fissare ed ordinare obbiettivi.

Le coppie devono mettere in pratica ricordi che gli aiutino a ridurre l’ impatto emotivo: percezione ed esteriorizzazione di ansia, depressione e pessimismo, ottimismo, percezione del controllo, appoggiandosi ad amici, alla famiglia e alla sessualità della coppia.

Per questo disporre di risorse personali è fondamentale per affrontare le possibili battaglie successive che impongono gli aborti, perchè le relazioni di coppia possono soffrirne anche a causa delle percentuali, non troppo basse, di aborto che non hanno una causa medica conosciuta.

La terapia psicologica aiuta le coppie a sopportare queste perdite passate e future.

Ridurre lo stress permetterà di ottenere e mantenere uno stato d’equilibrio emotivo che aiuta la coppia ad affrontare queste problematiche.

In generale, dopo un aborto si fa vivo un gran desiderio di gravidanza. La nascita di un bebé provoca la comparsa di ricordi della perdita, ma si tratta di un’esperienza positiva che chiude il trauma sofferto.

Natalia Romera, Psicologa dell’ Instituto Bernabeu e specialista in problemi riproduttivi.

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