Quando viene realizzato un ciclo di fertilizzazione in Vitro, FIVET, l'obbiettivo principale è ottenere uno o due embrioni di "buona qualità" per poter trasferire all'utero della futura madre. A tal scopo è neccessario ottenere un numero adeguato di ovociti che oscilla tra 6 e 15 a seconda delle caratteristiche della paziente e della risposta al trattamento. Si ha bisogno di un numero "alto" di ovociti perchè non tutti verranno fecondati e di quelli fecondati, non tutti si svilupperanno in forma adeguata nel laboratorio durante i giorni previ al transfer.
Ció nonostante, la percentuale degli ovociti che si fecondano e si sviluppato adeguatamente è molto variabile e in alcuni casi le percentuali di fecondazione sono alte e l'evoluzione degli embrioni è ottima. In questi casi si giunge al giorno del transfer con vari embrioni utili per poter essere trasferiti, ma solo possiamo trasferirne uno o due. Il destino degli embrioni non selezionati per il transfer è la "criopreservazione", ovvero, la congelazione per poterli utilizzare in un futuro mantenendo gran parte del suo potenziale per ottenere una gravidanza.
Il processo di congelazione embrionaria viene realizzato fin dai primi trattamenti di fecondazione in Vitro, ció nonostante i risultati erano molto poveri con percentuali di sopravvivenza embrionaria e di gravidanza molto basse. Questo era dovuto fondamentalmente alla formazione di cristalli all'interno dell'embrione che spesso danneggiavano la sua struttura provocando cosi aspettative molto povere. Negli ultimi anni la "criobiologia" avanzò considerabilmente, infatti si utilizzano attualmente tecniche per preservare gli embrioni conosciute con il nome di "vitrificazione", che consistono nel preparare gli embrioni con grandi concentrazioni di sostanze protettrici che fanno in modo che il liquido di coltura diventi vitreo impedendo la formazione di cristalli intracellulari. Con la vitrificazione si ottengono percentuali di sopravvivenza dopo la scongelazione superiori al 90% e gli embrioni mantengono le loro percentuali di implanto praticamente intatte.
Quando si dispone di embrioni congelati, si dispone allo stesso tempo di buone possibilità per avere una gravidanza con uno sforzo minore. In molti casi, dopo un trattamento con embrioni "freschi" si produce una gravidanza e gli embrioni congelati possono essere utilizzati qualche anno dopo per completare la famiglia evitando di sottomettersi a tutto il procedimento dall'inizio. Se il trattamento di fertilizzazione in Vitro non si conclude con una gravidanza, è possibile programmare inmediatamente il trattamento con gli embrioni "scongelati" in una forma veloce e comoda.
Il trattamento con gli embrioni congelati è semplice, comodo e conveniente. Non è necessario sottomettersi ad iniezioni giornaliere ne a numerosi controlli ecografici. Non è nemmeno necessario sottomettersi a procedimenti anestetici e gli effetti secondari sono inesistenti nella maggior parte dei casi, perchè i livelli ormonali durante la preparazione sono molto simili a quelli in un ciclo normale.
La base del trattamento è la preparazione dell'utero per renderlo più ricettivo per il momento della scongelazione e trasferimento degli embrioni criopreservati. Consiste nella somministrazione di cerotti o pastiglie durante un periodo di circa due settimane prima del trasferimento embrionario.
La preparazione inizia con la mestruazione, si realizza un' ecografia di controllo dieci giorni dopo circa per confermare che l'utero presenta le condizioni adeguate, e si programma la scongelazione e il posteriore trasferimento embrionario.
Una volta programmato il trasferimento, la paziente inizia l'assunzione di progesterone via vaginale tra 3 e 5 giorni prima della data prevista per la scongelazione. La tecnica per il trasferimento embrionario è la stessa usata per gli embrioni freschi, senza misure addizionali. Le raccomandazioni e i consigli per i giorni seguenti sono le stesse, continuare con il trattamento (cerotti e/o pastiglie e ovuli vginali) almeno fino alla realizzazione del test di gravidanza.
Ricapitolando possiamo affermare che la preparazione è molto semplice: cerotti e/o pastiglie durante qualche giorno, ecografia di controllo programmando l' inizio dell'amministrazione di progesterone e trasferimento embrionario.
Negli ultimi anni con l'introduzione delle tecniche di vitrificazione le percentuali di sopravvivenza embrionaria e di gravidanza sono considerevolmente migliorate superando le migliori previsioni.
Bisogna tener presente che le possibilità di rimanere incinta con la fertilizzazione in Vitro variano considerevolmente in funzione del tipo di trattamento e delle caratteristiche della coppia (età, cause di sterilità, ecc.) per questo le percentuali di successo devono essere individualizzate caso per caso.
La probabilità di successo è leggermente inferiore a quella ottenuta con embrioni freschi ma è neccessario considerare che si tratta di uno sforzo minimo per quel che riguarda un complesso e costoso trattamento.
I dati che sono stati raccolti delle gravidanze e dei bambini nati dopo i trattamenti con embrioni congelati non hanno riportato nessuna differenza rispetto agli embrioni transferiti senza sottoporsi previamente una criopreservazione. Pertanto l'evidenza scientifica è totalmente tranquillizzante per la realizzazione di questo trattamento.
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