Dal 1978 quando nacque in Inghilterra la prima bambina grazie alla fecondazione in vitro: Louise Brown, più di 5 milioni di bambini sono nati grazie a questa tecnica.

Spiegheremo a continuazione con semplicità ogni parte di questo processo.

1. Dopo uno studio medico del caso, il primo passo è la stimolazione ovarica. Inizia con il ciclo e dura 9 giorni, il suo scopo è quello di ottenere un numero adeguato di ovociti “ovuli” di buona qualità.

– Per adeguare i medicinali alla risposta della paziente, che puó variare da un ciclo a un’altro, seguiremo e controlloremo lo sviluppo dei follicoli nelle ovaie attraverso delle ecografie periodiche e se necessario anche con analisi sanguinee.

– Sarà il ginecologo che disegnerà il piano di trattamento per ogni paziente.

2. Quando sará il momento giusto, provocheremo la maturazione finale di tutti gli ovuli attraverso una iniezione di HCG (Gonasi), sincronizzando i tempi alle 36 ore successive.

3. La raccolta degli ovuli dura circa 10 minuti, la paziente si sottometterà ad una leggera sedazione che permette la raccolta attraverso un’ecografia vaginale riducendo così al minimo i fastidi e i rischi per la paziente. Il ginecologo aspirerà il liquido follicolare che immediatamente dopo i biologi controlleranno per ottenere gli ovociti per la fecondazione.

4. Nello stesso momento il biologo prepara e capacita il seme per aumentare la sua forza fecondante.

5. Sempre che sia possibile preferiamo essere il più naturali possibile, applicando la tecnica della FIVET, ovvero lasciare intorno a ogni ovulo migliaia di spermatozoi, in modo che il più adatto riesca a fecondarlo.

6. Se il seme mostra una bassa qualità, verrà applicata la tecnica ICSI, un’aiuto alla natura, che consiste nel lasciare un solo spermatozoo, previamente selezionato all’ interno dell’ovocita.

7. Inoltre, come accade in natura, sappiamo che:

1º. Solo il 60-70% degli ovociti che si raccolgono sono normali o maturi.

2º. Solo tra il 60-70% di questi saranno fecondati.

3º. Non tutti gli embrioni che si fecondano si svilupperanno correttamente.

Durante tutto il procedimento, che puó prolungarsi fino a cinque giorni, valuteremo lo sviluppo e le caratteristiche embrionarie per poter transferire uno o due embrioni, ottenendo le maggiori possibilità di gravidanza.

Quali sono i vantaggi?

1º una selezione naturale dei migliori embrioni, perchè quelli deboli si bloccheranno nei giorni seguenti alla fecondazione e così ottenere maggiori possibilità di successo con i migliori.

E 2º perchè potremmo disporre di embrioni adatti per esser congelati per futuri transfer, attraverso una tecnica chiamata vitrificazione: evitando tutto il processo previo di stimolaizone, raccolta ovocitaria e cultura embrionaria, nel caso di non aver raggiunto la gravidanza o per futuri fratellini.

8. Dopo le successive 18 ore sapremo il numero di ovociti che presentano i primi segni di fertilizzazione.

9. Inzieremo l’assunzione del progesterone per preparare l’endometrio, posto dove l’embrione deve impiantare.

10. Dopo 48 ore, in giorno 3, gli embrioni hanno già 7 e 9 cellule e dipendendo dalla qualità e dalla quantità verrà deciso il giorno più appropriato per il transfer.

11. Dal quarto giorno, gli embrioni vengono chiamati blastocisti: le sue cellule si sono compattate e si puó apprezzare addirittura il movimento. Il quinto giorno è il massimo tempo che l’embrione puó vivere fuori dal ventre materno.

12. Ora è il momento del transfer, si tratta del momento più emotivo e più atteso! Non è neccessario sottomettersi a nessuna sedazione. È un procedimento indolore attraverso il quale il ginecologo trasferisce il o gli embrioni all’utero materno usando una sottile canula controllando il tutto con una ecografia per vedere la zona dell’utero più appropiata dove depositare gli embrioni.

13. Trascorsi 10 o 11 giorni, è possibile avere la conferma o meno della gravidanza, attraverso un’esame sanguineo materno che dimostra la presenza della B-HCG. Quest’ormone viene prodotto dall’embrione e il suo valore ci orienta sulla previsione della gravidanza così come la possibilità di una gravidanza gemellare.

14. Le gravidanze e i futuri bimbi concepiti attraverso le tecniche di riproduzione assisitita si sviluppano nello stesso modo che quelli concepiti spontaneamente.

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